AGRICOLTURA

Facciamo agricoltura cercando di auto-produrre quanto più ci è possibile, vendendo o scambiando qualche surplus (patate, fagioli, farina di mais).

Alleviamo un piccolo gregge di capre con cui facciamo formaggio, galline per le uova, gatti per le coccole, una dolcissima maremmana di nome Ricotta e l’instancabile Pepe, il pastore australiano.

Coltiviamo piccoli appezzamenti e “fasce”, terrazzamenti tipici del nostro paesaggio. Le superfici più grandi le abbiamo dedicate al pascolo e alla fienagione. Stiamo sperimentando coltivazioni collettive per i cereali.

Facciamo parte dell’associazione Piccoli Produttori dell’Alta Val Taro e del progetto Lana di Montagna Alta Val Taro.

Aderiamo al movimento Genuino Clandestino e alla rete WWOOF Italia.


“Ho imparato moltissimo da quando la mia vita ha virato verso la terra (…) l’insegnamento più duro è stato questo: più trasformi la terra coltivandola, più la terra trasforma te. Ti entra nella pelle con la sporcizia che non si toglie più dalle mani callose e da sotto le unghie. Chiede al tuo corpo così tanto che se non stai attento ti può far male come un vizio, e a cinquant’anni ti svegli una mattina e ti ritrovi con le ginocchia e le spalle a pezzi, sorda per il costante rumore metallico dei macchinari e senza un soldo bucato. Ma il mestiere di contadino mette radici dentro di te e fa piazza pulita di tutto il resto, che ti sembra meschino. i tuoi acri diventano il mondo. e arrivi a renderti conto che è al di là di quegli acri o nel tuo lontano passato, nel regno dei lettori dvd e degli uffici open space, del cibo da asporto e del riscaldamento o dell’aria condizionata centralizzati, in luoghi in cui la scomodità è stati quasi del tutto bandita, è proprio lì che soffri le peggiori privazioni. Ti manca il piacere del desiderio, dello sforzo e della difficoltà, il piacere di un risultato denso di significato. Una fattoria richiede attenzioni, e se non rispondi le forze primordiali di morte e lo stato brado ti sovrasteranno. Cominci a dare spontaneamente, poi dai un pò di più e poi dai il massimo, e allora, solo allora, avrai un ritorno così generoso che riempirà la tua cantina fino a farla traboccare, ma soprattutto farà rinascere quel fazzoletto di terra riarsa e infestata di erbacce che chiamiamo anima”. tratto da DIRTY LIFE di Kristin Kimball